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La preparazione psico-fisica del binomio nell’Agility Dog

Giulia Beretta

Sono Giulia Beretta addestratore cinofilo e appassionata dall’età di 8 anni di Agility Dog. Ho avuto il piacere di far parte della Squadra Nazionale Juniores Under 18 per 8 anni con Jack Russell Terrier e Border Collie. Mi sono laureata in Scienze Motorie e dello Sport presso Università Cattolica Del Sacro Cuore di Milano nell’ottobre 2020. I miei studi proseguono con la specializzazione in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate. Ho scelto come argomento della mia tesi: la preparazione psico-fisica del binomio cane e conduttore nell’Agility Dog. Per me è un connubio perfetto tra la cinofilia e le attività motorie, due delle mie passioni più grandi.

L’agility è una delle attività cinofile sportive più tecniche ma, allo stesso tempo, divertente da praticare e da vedere, per questo sono andata a studiare a livello motorio e psicologico la disciplina.
Insieme alla veterinaria fisiatra Rita Tofani, ho messo a confronto le capacità del cane e del conduttore da migliorare e da sviluppare, al fine di poter gestire la performance nei migliori dei modi.
L’ingrediente vincente, oltre alla preparazione fisica, è un buon rapporto con il nostro cane. Ed è qui che risaltano le qualità del binomio.
Un ringraziamento anche a Omar Babini: veterinario con specializzazione in medicina comportamentale e allevatore di fiducia, segue i cuccioli durante e dopo la nascita, per farli entrare in contatto con il mondo esterno, e capace di consigliarci un ottimo cane da lavoro che può competere in questa disciplina. Ovviamente poi il lavoro è del conduttore, insieme all’esperienza di un addestratore cinofilo ancora meglio se laureato in Scienze Motorie.

Il punto forte di questa disciplina è che può essere praticata da tutti. Umani di qualsiasi età e da qualunque cane di razza o non, sebbene in stato di salute ottimale. Chiaramente alcuni cani sono più prestanti di altri. Nasce successivamente la PARAGILITY per permettere a persone con disabilità fisica, motoria o psichica di poter partecipare insieme al proprio cane.

Non solo è importante la preparazione fisica ma anche la parte psicologica, di entrambi (sia nel cane sia del conduttore) che insieme formano un BINOMIO. Viene considerato uno SPORT DI SQUADRA e ha delle tipiche caratteristiche: ci sono delle parti complementari che devono riuscire a collaborare nei migliori dei modi per raggiungere degli obiettivi.

PREPARAZIONE FISICA
CONDUTTORE: con l’aiuto di Marco Tavola siamo andati a programmare un allenamento per avere un miglioramento nella performance. Deve essere personalizzato, dobbiamo considerare il soggetto che abbiamo di fronte e le sue potenzialità.
Corsa, scatti, ripetute al fine di migliorare i tempi di reazione, velocità e oordinazione. In questa disciplina bisogna essere fluidi, veloci fino ad essere un tutt’uno con il cane.
Propriocezione al fine di migliorare l’equilibrio.
Core – stability utile per avere maggior controllo del proprio corpo, coordinazione, stabilità.
Sollevamento pesi per esplosività, potenza e forza.

CANE: allenamento vero e proprio si può impostare solo quando ha finito la crescita. Non velocizzare le tappe.
Propriocezione: al fine di migliorare l’equilibrio e prendere coscienza di tutti e quattro gli arti.
Treadmill a secco o in acqua: rafforzare la muscolatura.
Ripetute al guinzaglio: per mantenere la velocità costante (metabolismo aerobico).
Nuoto: se al cane piace l’acqua, è uno sport completo.
SUP, trekking in montagna, passeggiate: al fine di variare sempre le attività per cambiare stimoli sia muscolari sia mentali.
Giochi con il proprio cane: per consolidare il rapporto.

WARM UP (è una fase fondamentale del cane – conduttore) prima di iniziare a praticare un’attività con il nostro cane. Non solo per evitare infortuni, ma per condividere insieme alcuni momenti di gara che poi diventeranno un rituale. Al fine di entrare in FLOW con il proprio cane, ricercando la tranquillità e concentrazione prima della gara e ripetere mentalmente il percorso.
È consigliato stretching dinamico per il conduttore: scatti alternati a corsa lenta, squatt jump, affondi saltati, esercizi dinamici come la scaletta per stimolare la coordinazione e la concentrazione.
Per il cane: tricks, salti, corsa al guinzaglio, salire e scendere le scale e manipolazione.
Dopo il riscaldamento qualche minuto di camminata per far tornare i batti a valori di riposo e andare in direzione pre – ring mantenendo la concentrazione sul cane.

PREPARAZIONE PSICOLOGICA
– Imprinting del cucciolo
– Motivazione del binomio
– Gestione della gara: kennell, cambiare spesso campi di addestramento, simulare la gara, rituale, musica, respirazione quadrata, training autogeno, gestione del pre-ring, memorizzazione del percorso.

Il cane è stato sempre accanto all’uomo durante tutta la sua evoluzione. Hanno sempre collaborato insieme nella vita, perché il cane affianca l’uomo nei bisogni (caccia, protezione del gregge, stanare un topo); adesso questi aspetti vengono a mancare perché i bisogni dell’uomo nel corso degli anni sono cambiati e di conseguenza anche quelli del cane. Nell’ultimo decennio si può constatare che si è in possesso di un cane per fare dell’ATTIVITA’ FISICA insieme, ma anche per la socializzazione, oppure per farci compagnia. Fino a 10 anni fa non ci si poteva immaginare che l’Agility Dog sarebbe potuto diventare un vero e proprio sport.
Ma non è tutto: l’AGILITY DOG è un’attività che ha dei potenziali per quanto riguarda la crescita del bambino. Come gestione del cane, responsabilità fuori e dentro il campo di addestramento, continuità degli allenamenti e coerenza nella gestione del cucciolo.

Il DROP-OUT è sempre più frequente, cioè l’abbandono dell’attività sportiva tra i ragazzi (15 – 17 anni) nell’attività cinofila: per mancanza di socializzazione tra i coetanei. Molti bambini non possono permettersi di avere un cane: mancanza di spazio, impegni scolastici, extra scolastici, genitori lavorano a tempo pieno. Altri bambini invece hanno la possibilità di avere un cane ma non conoscono le discipline che potrebbero praticare con il loro cane.

Le attività cinotecniche in Italia sono state riconosciute dal CONI solo nel 2017. L’Italia è l’unico paese del mondo che ha riconosciuto le attività sportive cinofile dal proprio comitato olimpico.
C’è stata una proposta per inserirla come disciplina Olimpica ma non esiste ancora un’Organizzazione Internazionale e una Federazione.
In Italia c’è L’ENCI che si occupa di tutelare le razze a scopo zootecnico ma non a scopo sportivo.

Alla luce di quello che ho evidenziato in questa tesi sono convinta che questo sport sia valevole di ulteriori ricerche scientifiche alla pari degli sport più comunemente diffusi. Pensiamo al numero di persone che praticano Agility Dog: 7000 BINOMI in Italia. Su 7 milioni cani di famiglia significa che solo 0,1 % pratica attività sportive cinofile, è niente rispetto a un potenziale che può crescere.
Per queste motivazioni e per il grande stimolo che mi ha dato questa tesi c’è la volontà di continuare a ricercare la migliore metodologia di allenamento cane-conduttore, in modo che venga promosso e diffuso maggiormente a livello ufficiale come gli altri sport e che sia riconosciuto anche tramite ricerche scientifiche.

Se volete consultare la mia tesi di laura potete cliccare su:
Tesi Giulia Beretta

La preparazione psico-fisica del binomio nell’Agility Dog

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